Visualizzazione post con etichetta cervello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cervello. Mostra tutti i post

mercoledì 11 maggio 2016

Corri, il cervello resta giovane!

Se correte regolarmente, non sarà solo il vostro giro vita a beneficiarne ma anche il cervello: in che modo? Si sa da tempo che l’esercizio fisico è in grado di ridurre in modo significativo il rischio di malattie vascolari cerebrali. Una recente ricerca, pubblicata su Stem Cells, ha di recente dimostrato come la progressiva scomparsa delle cellule staminali neuronali durante l’età adulta sia un processo reversibile. I ricercatori dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma hanno dimostrato, per la prima volta, che la corsa sarebbe in grado di rallentare e “bloccare” il processo di invecchiamento cerebrale e di stimolare la produzione di nuove cellule staminali, che  vanno a compensare la perdita di cellule nelle zone più “a rischio” del cervello, come quella deputata alla conservazione delle nuove informazioni,  migliorando cosi le  capacità mnemoniche dei soggetti in età avanzata.


L’esercizio fisico fa bene alla memoria
Come spiega Stefano Farioli-Vecchioli, coordinatore dello studio, l’esperimento è stato condotto su cavie da laboratorio con deficit neuronali e comportamentali, e si è costatato che nel cervello adulto un esercizio fisico aerobico fatto in modo costante, come la corsa, blocca il processo d’invecchiamento e stimola una massiccia produzione di nuove cellule staminali nervose nel ippocampo, aumentando  cosi le prestazioni mnemoniche. In sostanza quando si compie un’attività fisica di questo tipo, non solo s’inverte il processo di perdita di cellule staminali, ma si verifica un iper-proliferazione cellulare con un effetto duraturo nel tempo.

Una ricerca che apre nuove prospettive
Questo studio, può aprire nuovi scenari nello studio dei fenomeni degenerativi del sistema nervoso centrale. Questa scoperta ha dato  le basi per ulteriori ricerche mirate ad aumentare la proliferazione delle staminali adulte nel ippocampo: i risultati potranno  avere delle implicazioni molto importanti per la prevenzione dell’invecchiamento  cerebrale. Il prossimo passo sarà verificare questi dati su malattie quali Alzheimer, Parkinson oppure su cavie con un pregresso evento ischemico che abbia provocato un’elevata mortalità neuronale: si potrà verificare se isolando e trapiantando le cellule staminali “iper-attivate” si possa raggiungere una adeguata rigenerazione delle zone del cervello danneggiate permettendo quindi ai soggetti di recuperare le facoltà perdute.

giovedì 21 aprile 2016

Dormite male quando cambiate letto? Una ricerca rivela perché succede

Se dorme male la prima notte che si trascorre in un letto diverso dal proprio, non è perchè si è dei vecchi pantofolai abitudinari. È tutta una 'questione di cervello'. Accade infatti che uno dei due emisferi cerebrali resti 'sveglio' e in allerta per possibili pericoli, mentre l'altro dorme, così come avviene in diversi animali.  


 A scoprirlo sono stati i ricercatori coordinati da Yuka Sasaki, della Brow University di Providence, in uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology. «Sappiamo che gli animali marini e alcuni uccelli dormono con un emisfero cerebrale mentre l'altro rimane sveglio - spiega Sasaki -. Anche se il cervello umano non mostra lo stesso loro grado di asimmetria, ha comunque un sistema in miniatura simile a quello di delfini e balene».

 Per capire cosa c'è dietro quello che è conosciuto come 'l'effetto della prima nottè, i ricercatori hanno analizzato i dati del sonno di 35 volontari durante la prima e la seconda notte trascorsa in laboratorio, servendosi di tecniche di neuroimmagini. In questo modo hanno visto che nella prima notte di sonno i due emisferi del cervello mostravano diversi livelli di attività: quello del lato sinistro dormiva in modo più leggero dell'altro, soprattutto durante le fasi di sonno profondo. Lo steso emisfero si è mostrato anche più sensibile a suoni e rumori. Ma tutto questo non si è più osservato nella seconda notte di sonno. L'effetto dura dunque la prima notte di adattamento.

venerdì 15 aprile 2016

Leggere, la miglior terapia per il cervello

Lo si intuiva da tempo, la scienza oggi lo conferma; le buone letture stimolano il cervello e ti aiutano a capire meglio il mondo che ti circonda e quello che pensano gli altri...

 È risaputo che leggere “faccia bene” ma non si sapeva ancora che la lettura può essere considerato un vero e proprio “ tonico” per il sistema nervoso. In particolare, leggere buoni romanzi è un potente stimolo per il cervello poiché attiva molte reti di neuroni, diverse a seconda del contenuto emotivo e visuo-spaziale evocato dal contenuto del testo. È emerso da un recente studio realizzato da ricercatori americani e canadesi, che hanno sottoposto alla Risonanza Magnetica Funzionale (una tecnica che permette di vedere quali aree del cervello si attivano svolgendo un certo compito) alcuni volontari mentre leggevano brani tratti da romanzi,

Il cervello ci fa vivere “realmente” quel che leggiamo!

La lettura sembra attivare, il cosiddetto “Default Network”, ossia la rete di neuroni che genera quel pensiero “ondivago” tipico della mente a riposo. E’ interessante come a seconda di ciò che si legge, si attivano solo alcuni circuiti della rete: ad esempio brani che descrivono persone e pensieri attivano la corteccia cerebrale prefrontale mediale, nella zona anteriore del cervello; brani a contenuto più fisico attivano i lobi temporali mediali e il giro temporale mediale anteriore. Il nostro cervello si attiva grazie agli input provenienti dalla lettura e ci porta ad immedesimarci in quello che leggiamo come se lo stessimo realmente vivendo.  Non solo: leggendo si verifica nel tempo un vero e proprio incremento delle abilità di comprensione delle relazioni sociali,  della capacità di intuizione dei sentimenti dei pensieri e delle reazioni propri ed altrui, quindi in generale dell’empatia.

 Leggere allunga la vita
Più si va avanti con l’età, più bisognerebbe “allenare” il cervello con buone letture, come racconta Richard Smith, ex direttore del British Medical Journal, che oggi ha 63 anni e cura un blog molto seguito, il cui ultimo post è dedicato proprio ai benefici della lettura. “A parte le persone a cui voglio bene, le cose più importanti per me sono leggere, scrivere, ascoltare musica, passeggiare, ammirare le opere d’arte” spiega Smith. A sostegno delle sue idee cita uno studio pubblicato sul Journal of Gerontology, che ha dimostrato come chi legge tutti i giorni vivrebbe più a lungo rispetto a chi non lo fa.

 

Ridi! La mente ringrazierà

È dimostrato: l’umorismo aumenta forza e flessibilità mentale, aiutandoci ad affrontare meglio le situazioni stressanti


L'umorismo è una vera e propria forma di “allenamento mentale” che regala gli stessi benefici di una sana attività fisica. A sostenerlo è Scott Weems, ricercatore dell'University of Maryland, che sul Wall Street Journal spiega in che modo lo humor aumenti le performance proprio come un allenamento in palestra. Non si tratta di una novità assoluta: da molti anni l’umorismo viene studiato come “antidoto” per i soggetti che ad esempio avevano subito dei traumi o erano sopravvissuti a delle catastrofi naturali.

L’umorismo fa bene al cervello…

Nel lontano 1976 venne pubblicato uno studio dii Avner Ziv, della Tel Aviv University,  che rivelò come le persone che avevano ascoltato la registrazione comica prima di partecipare ad un test sulla creatività avessero ottenuto risultati migliori del 20% rispetto a quelle che non erano state sottoposte prima a questo ascolto. Ancora nel 1987, al University of Maryland alcuni ricercatori scoprirono che guardare una commedia raddoppia letteralmente la nostra capacità di risolvere i rompicapo che venivano in seguito proposti. Una ricerca pubblicata nel 1998 dalla psicologa Heather Belanger del College of William and Mary di Williamsburgh in Virginia (USA) suggerì anche che l'umorismo migliori la nostra capacità di far ruotare mentalmente  degli oggetti immaginari nella nostra testa, prova che viene richiesta in alcuni  test che vogliono esplorare  le capacità di ragionamento spaziale dei soggetti.

…è di grande aiuto contro lo stress...

Lo humor, insomma, potenzia alcuni aspetti dell'intelligenza e della creatività, ma i suoi benefici non finiscono qui. L'umorismo aiuta a preparare la mente ad affrontare eventi stressanti: è quanto emerso da uno studio condotto nel 2000 al University of North Carolina dallo psicologo Arnold Cann: è stato chiesto agli individui arruolati nello studio di guardare una commedia della durata di soli 16 minuti prima di assistere alla proiezione di un film contenente scene particolarmente cruente. Analizzando i risultati raccolti è emerso che lo stress psicologico generato da queste ultime immagini veniva significativamente ridotto nel gruppo che aveva visto prima la commedia rispetto al gruppo in cui le scene cruente erano state proposte direttamente senza alcuna “ preparazione”.

...ma non confonderlo col sarcasmo!

Attenzione, però a distinguere l’umorismo dal atteggiamento sarcastico nei confronti della vita che ha altre origini e potrebbe avere un impatto negativo, soprattutto quando diventa un modo per giudicare continuamente se stessi e gli altri e nasconde spesso situazioni  di depressione, ansia e scarsa autostima.

L’ansia cronica fa ammalare davvero!

Da tempo i ricercatori di area clinica indagano sulle relazioni che ci sono tra lo stress ed i disturbi emotivi come ansia cronica e panico. È noto che esista un legame che va nelle due direzioni: lo stress ci può indurre episodi di ansia, ma anche l’ansia, soprattutto quando non riconosciuta e non trattata, può indurre nel nostro corpo e nel nostro cervello uno stress che li sottopone ad un “lavoro eccessivo” e alla lunga debilitante. 

Ansia e stress alla lunga debilitano il cervello
Un gruppo di ricercatori del Rotman Research Institute at Baycrest Health Sciences, in Canada ha  recentemente pubblicato una revisione di studi che hanno esaminato le aree cerebrali che vengono solitamente attivate quando proviamo ansia, paura o stress. In primo luogo è emerso che le stesse aree che si attivano quando affrontiamo una di queste situazioni sono sovrapponibili a quelle che vengono coinvolte da malattie come la depressione o la demenza di Alzheimer. Esiste quindi una correlazione “geografica” fra stati acuti di stress e di ansie e la comparsa del disagio psichico se non addirittura di patologie degenerative del sistema nervoso.

L’ansia cronica è il vero pericolo ma si può guarire
Ma quando preoccuparsi? Se certe “dosi” di ansia, paura e stress fanno parte della vita di tutti i giorni, il problema è la frequenza e l’intensità con cui si presentano nella nostra vita: quando queste reazioni emotive diventano croniche, allora non solo possono interferire significativamente con le attività quotidiane come il lavoro, la scuola e le relazioni con gli altri, ma procurare danni al corpo e al cervello.   Lo stato di “allarme” costante tipico dell’ansia cronica induce nel nostro corpo una serie di reazioni che finiscono con l’interferire con il corretto funzionamento dei sistemi immunitario, metabolico e cardiovascolare; inoltre si possono verificare nel tempo dei veri e propri fenomeni di degenerazione neuronale in zone molto importanti per la memoria e l’orientamento spaziale come l’ippocampo. Per fortuna, altri studi hanno evidenziato come questi fenomeni degenerativi siano reversibili, cioè facendosi aiutare e cambiando lo stile di vita si osserva un ritorno pressoché completo alla normalità, anche se non è ancora chiaro ai ricercatori quale sia l’effettivo “punto di non ritorno” e per questo saranno necessari ulteriori studi.

martedì 12 aprile 2016

Fai scorta di mandorle, frutto della rinascita

I frutti dell’albero che annuncia il cambio di stagione sono uno scrigno di sostanze ricostituenti: le mandorle nutrono le ossa, abbassano il colesterolo, curano l’anemia


Quando i mandorli sono in fiore, significa che l’inverno sta per finire. Ma la fioritura del mandorlo tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo è soprattutto sinonimo di una forza particolare, proprio quella che serve questo mese: la capacità delle sue gemme di sbocciare nonostante il freddo testimonia la grande energia racchiusa in questa pianta e nei suoi frutti. La mandorla è proprio quello che ci serve in questo periodo se ci sentiamo giù di tono e affaticati, con la mente confusa e appannata, se accusiamo dei cali di memoria… Basta osservare come il bianco della sua polpa, protetto dal guscio legnoso, assomigli moltissimo al bianco della massa encefalica al interno della scatola cranica, per comprendere che esiste una strettissima analogia tra mandorla e cervello. Da qui si può intuire come questo frutto sia adattissimo a rigenerare il tessuto cerebrale.

Le mandorle fanno bene anche a pelle e capelli

Le mandorle poi sono un alimento anti colesterolo: ne abbassano il livello nel sangue, grazie al alta percentuale di grassi “buoni” che contengono. Sono anche un potente antiossidante naturale capace di preservare la bellezza della pelle e il benessere dei capelli, e l’elevata quantità di ferro che contengono le rendono un buon rimedio contro l’anemia, mentre il calcio fa sì che siano preziose per la salute delle ossa. Inoltre alcuni studi hanno dimostrato che le mandorle hanno effetti positivi su chi è affetto da diabete di tipo 2, migliorando la sensibilità verso l’insulina. In ultimo, tra i semi oleosi, sono quelli che vantano il più alto contenuto di fibre (12%), utili per regolare l’intestino e combattere la stanchezza e l’astenia tipicamente primaverili. La mandorla è un toccasana per i ragazzi svogliati e deconcentrati e per chi sta attraversando una fase di super lavoro. Le mandorle si possono sgranocchiare o assumere sotto forma di latte: un bicchiere 2 volte al giorno, al mattino appena svegli e prima di pranzo.

Con le mandorle rigeneri nervi e cervello


Originario dell’Oriente, il mandorlo è un albero estremamente generoso: i suoi semi, da sempre utilizzati come frutti commestibili, sono una miniera di vitamina E, vitamine del gruppo B e preziosi sali minerali quali magnesio, calcio, fosforo e ferro; inoltre a differenza di altri semi, sono più digeribili, grazie alla presenza di laetrile, una sostanza che previene acidità e gonfiori e dalle note virtù antitumorali. Ma le mandorle, che per la loro forma ricordano l’epifisi, la ghiandola situata nella regione ipotalamica deputata alla produzione di melatonina, ormone fondamentale per il nostro benessere, sono un ottimo ricostituente in grado di ovviare ai cali energetici e umorali tipici del tardo autunno. Bastano solo 5-6 mandorle al giorno, consumate la mattina, con lo yogurt, o sgranocchiate come spuntino, per ricaricarsi e affrontare al meglio l’arrivo dei primi freddi.
Il loro olio conserva integri i neuroni
Ricco di vitamina A ed E, anche l’olio spremuto dalle mandorle è uno scrigno di virtù: è usato in cosmetica per le sue spiccate proprietà emollienti ed elasticizzanti ma, se spremuto a freddo, può essere usato anche come integratore alimentare per tonificare il sistema nervoso: contiene infatti il magnesio, minerale indispensabile per una corretta attività cerebrale, e una sinergia di vitamine del gruppo B (in particolare la B12 e la B1), che sono degli efficaci tonici del sistema nervoso centrale. La vitamina B12, in particolare, è implicata nella preservazione delle cellule neuronali e la B1 favorisce la produzione di energia indispensabile non solo per i processi cognitivi e di memorizzazione ma, anche, come rinforzo primario a stati di stanchezza mentale e depressione stagionale. Assumine un cucchiaino al giorno prima di colazione.

Aiutano anche a prevenire ictus e stress
Il potassio e il fosforo contenuti nelle mandorle aiutano anche a combattere lo stress mentre i loro grassi buoni proteggono il sistema cardiovascolare riducendo la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie. Le mandorle possono essere anche aggiunte alle insalate o al impasto del pane; frullate con basilico e pecorino, sostituiscono i pinoli nella preparazione del pesto.


domenica 3 aprile 2016

Il cioccolato fa bene al cervello: chi lo mangia è più "intelligente"

Mangiare cioccolato almeno una volta a settimana potrebbe potenziare le funzioni cognitive. E' quanto dimostra uno studio della University of South Australia pubblicato sulla rivista Appetite. Il "segreto" è racchiuso nei flavanoidi, una famiglia di antiossidanti che hanno già dimostrato benefici per la salute cardiovascolare. Secondo i ricercatori il cioccolato "migliore" per diventare più "intelligenti" è quello fondente, ma risultati positivi sono stati osservati anche con il tipo al latte. La raccomandazione è, ovviamente, quella di non esagerare con le dosi.

I test - Lo studio ha coinvolto 968 consumatori di cioccolato tra 23 e 98 anni, seguendoli per un trentennio. L'obiettivo era quello di verificare se ci fossero effetti a lungo termine sulle funzioni cognitive. I partecipanti sono stati quindi sottoposti a una serie di test per valutare le performance cerebrali in vari ambiti (memoria visiva, di lavoro, verbale). I risultati sono stati ampiamente positivi.

Contro il declino cognitivo - L'effetto benefico è stato registrato in seguito al consumo settimanale di qualsiasi tipo di cioccolato. Gli scienziati hanno osservato in particolare un miglioramento della memoria spazio-visuale e organizzativa e del ragionamento astratto. In questo senso "l'assunzione regolare dei flavanoidi presenti nel cacao può rallentare il declino cognitivo legato all'età", hanno spiegato i ricercatori australiani.

Allena i ricordi e tieni in forma la memoria


Se hai sempre immaginato la mente come un cassetto pieno di ricordi sappi che è tempo di elaborare un pensiero differente. Le ultime ricerche nell'ambito delle neuroscienze dimostrano che tendiamo a dimenticare i fatti accaduti quanto più evitiamo di spolverare e ripensare ai nostri ricordi. Allena la memoria quotidianamente: il tuo cervello ha bisogno di tenersi in forma, ecco qualche dritta.

USA I SENSI – A differenza delle parole gli odori hanno il potere di evocare memorie antiche, a cui sono legate emozioni profonde. Cura i profumi che ami e gli odori dell'infanzia: puoi evocarli attraverso la cura dell'orto e del giardino o fra le pareti di casa, in modo da creare un ambiente in grado di risvegliare i tuoi sensi. Usa le immagini per dare forma a ciò che senti. Pensare per immagini aiuta a sviluppare intuizione, amplia le possibilità considerate e rende più facile l'elaborazione di soluzioni nuove. 

IL TUO CERVELLO – Anziché essere un rigido contenitore che tende a svuotarsi negli anni, la memoria è un organismo vivo e dotato di plasticità. Si potrebbe dire che assomiglia a un albero: radici profonde e un grande tronco, antico e denso di profumi, da cui partono rami che arrivano fino al cielo. Ogni ramo rappresenta un capitolo della tua vita. Immagina questo albero e nei momenti liberi, per esempio prima di addormentarti, gioca a spostarti da un ramo all'altro, a caccia di ricordi dimenticati. 

LE TUE STORIE – Secondo gli studi ripassare i ricordi aiuta a ritrovare più rapidamente le informazioni. L'intelligenza fluida si nutre delle esperienze fatte e delle emozioni sperimentate, stimolando la capacità di creare relazioni attraverso ragionamenti complessi. Ecco perché raccontare serve: impariamo dal passato attraverso le persone che incontriamo sulla nostra strada. 

BUONE ABITUDINI – Da un'indagine effettuata in collaborazione fra diverse università statunitensi è emerso che è sufficiente camminare quaranta minuti ogni giorno, meglio se di buon passo, per tenere attiva la memoria e combattere l'invecchiamento. Viceversa, traumi, ansia e situazioni di stress prolungato porterebbero a una riduzione dell'attività cerebrale, una sorta di misteriosa amnesia. 

STRATEGIE – Grazie alla presenza di culture fondate sull'oralità, un tempo si utilizzavano di più le potenzialità della memoria. Un buon metodo perallenare la mente è evitare di affidarsi a foglietti, agende e appunti segnalati automaticamente dal telefono. Prova a prendere un impegno e ricordarlo.Fare i conti a mente, dare attenzione alle persone con un ascolto attivo, sapere quando scade la bolletta non è solo questione di memorizzazione strategica, bensì di presenza. Quando impariamo a dare vera attenzione a ciò che ci accade, progressivamente aumentiamo la nostra consapevolezza e impariamo a orientarci nel nostro mondo interiore.

Etichette

a letto aceto aceto balsamico aceto mele acqua acqua di cocco acqua marina acqua micellare adattamento adulti agave aiuto albicocca alcaniza alcol alghe alimentazione alimentazione naturale alimentazione sana alimentazione snellente alimento allenamenti ananas andare in bicicletta anemia anoressia ansia ansia acuta ansiosi anti ansia anti fame anti stress anti sudore antiage antibiotico naturale antidolorifici antidolorifico antinfiammatoria antiossidante antiossidanti antireumatico arachidi arancia aria aperta arti marziali aspetto fisico astenia aterosclerosi attività fisica aumento avocado ayurveda azioni diuretica bagno balcone balneoterapia balsamina bambini basilico bellezza benefici yoga benessere bere molta acqua bicarbonato biliari braccia braccia toniche brucia calorie bucato bucce agrumi buccia d'arancia bulimia burro cacao e papaia caffè calcio calcoli biliari calmante calmare calorie cambiare letto cambiare mentalità camminare camomilla canapa cancro cannella capelli capelli luminosi carattere carboidrati carne vegetale carni lavorate casa cause cellule staminali cellulite cena cenone cereali integrali cervello cervicale chili di troppo cibi cibi antiossidanti cibi cattivi cibi light cibi vegetali cibo cicatrizzante ciglia cioccolato cioccolato fondente circolazione circolazione sanguina circolazioni colazione colesterolo collo colon colona vertebrale colonna vertebrale colore rosa colori concentrazione condimenti condimento contenitori plastica controllo corpo corretta alimentazione corsa Corte cosce creatività creme cruda cucina cucina leggera cuore cuore sano cura curcuma cure denti depressione depura depurare depurativa depurazione dermatite dermatite seborroica Detergente detox di lavoro diabete diabeto dieta dieta anta dieta anti cellulite dieta cellulite dieta iposodica dieta mediterranea dieta Plank dieta sana dieta vegetariana dieta vip diete digerire digestione digestivo dimagrimento dimagrire dipendenza disinfettante disintossica disintossicano disintossicanti disintossicare disintossicare famiglia disordini dispense disturbi disturbi nevrotici diuresi diuretica dolore dolori addominali dormire dormire male elasticità della pelle emorroidi endocrino energetico energizzanti erba cipollina erbe erbe magiche esercizi yoga cervicale esercizio tonificante estetica naturale evitare fame fame emotiva fame nervosa fanno bene farina farina avena farina mais farina riso farmaci antiinfiammatori Fast Diet fast food fatica mentale fattori genetici febbre fegato felicità femminilità ferite fermenti lattici ferro fianchi fibre fiori fisioterapia flessibilità flora batterica folti forza forza muscolare frullati frumento frutta fumo gambe gonfie gambe leggere ginnastica ginnastica posturale ginseng gioia di vivere giornata detox giovane girasole glicemia glutei golosi gonfiore grana grassi grasso grasso addominale gravidanza ictus idratazione igiene igiene personale in forma infarto infiammatorio infiammazioni infoltire insalata insalate insetti insonnia integratore integratori intelligenti intelligenza intervento chirurgico intestino invecchiamento ipertensione l'ormone la mente lacrime laser latte latte detergente lavanda lavanda castagna leggere lenitiva lettura linea linfatica lucentezza magnesio Magnetici mais make up mal di schiena mal di testa malattie malattie cardiovascolari male oscuro mancanza autocontrollo Mandorle mango mano palmata manuka mare margarina Mascara maschere massa massaggi massaggio medicina medicina ayrvedica medicina cinese medicina indiana medicina naturale medicine meditazione melissa memoria memoria visiva menopausa menta menta piperita mente merende metabolico metabolismo metodo 5/2 miele minerale miscele momento giusto movimento muscoli muscolo di grano natura naturali nausea neonati nervosismo neuroni nocivi nomofobia notizie nuoto nutriente nutrizione obesità occhi occhiaie oligoelementi olio olio essenziale curcuma organismo ormoni ortica ortosiphon ossa osteoporosi pancetta pancia pancia piatta pancreas panico del mare parmigiano passeggiata pasti patate patologie paura paura acqua pausa pranzo pediluvio peeling peli pelle pelle elastica peperoncino perde peso perdere peso perderepeso perdita capelli perdita di memoria perdita memoria peso piante aromatiche piccoli pasti plastica potassio pranzo prebiotici pressione prevenire carie primavera probiotici profondità proprietà medicinali proteine prova costume prunella psicologia psicologie psicoterapia pulizia casa raggi UVA rapa rossa rassoda rassodante regole relax relazioni reni respira respirazione respiro resveratrolo ricerca ricette Ricino ricordi ricostituente ricostituenti ridere ridurre rischio rilassamento rilassamento cutaneo rimedi rimedi naturale rimedi naturali rimedii naturale rinforzare rischi rischio riso integrale riso rosso ristagni risveglio ritenzione ritenzione idrica rosa rosmarino rovina rumori sale sali minerali salse salute salute allo specchio saluti mentale salvia sazietà schiena scioglie grassi scrub se stessi sedano semi sensi sfida sieri sindrome sintomi smartphone snellisci sole Soluzioni sonnolenza specialista spezia spezie sport spugna spuntini spuntino staccare stagione stanca stanchezza stile equilibrato stomaco stress stretching Struccante struccanti succo aloe suoni sveglia tablet tagliare talassofobia tè tè di Giava tea tree oil tempo massimo tendenze tensioni cervicale terapia terapie testa thalassoterapia tinture tiroide tisana tisane tonico tonifica tonno tosse tossine trattamenti tristezza trucchi trucchi della nonna trucco ultravitaminico umore uova ustioni uva valeriana Vaselina vegan vegetariana verbale verdura verdure vertigini vescica viso vista vita reale vita sedentaria vita virtuale vitamina A vitamina D vitamina E Vitamine vitaminico vittima yoga yogurt yogurt magro zenzero zucchero zuppa